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27 Maggio 2022

Venezia rinnova il rito dello sposalizio con il mare con la “Festa de la Sensa”

Quest’anno il sindaco della città di Odessa, Gennady Trukhanov, in collegamento video, riceverà simbolicamente l’anello dogale come simbolo di pace e di libertà.

 

Domenica 29 maggio Venezia rinnova lo sposalizio del mare con la “Festa de la Sensa”, il tradizionale appuntamento con cui la Città rivive la millenaria storia della Serenissima Repubblica e il suo intimo rapporto con il mare.

Quest’anno la ricorrenza rientrerà nei giorni dedicati alla manifestazione del Salone Nautico di Venezia, che si svolgerà proprio nel cuore dell’Arsenale dal 28 maggio al 5 giugno, dove fu costruito il Bucintoro, l’imbarcazione dogale che veniva usata per le celebrazioni più importanti della Serenissima.

Sarà la Città di Odessa, su volontà del Sindaco Luigi Brugnaro, a ricevere l’anello dogale del gemellaggio Adriatico, che verrà restituito dalle città capoluogo venete cui era stato dato in custodia nell’ultima edizione del 2021 per le celebrazioni di Venezia 1600.

Un gemellaggio con la città ucraina per difendere la pace e la libertà e valorizzare i tratti comuni delle reciproche storie e il legame col mare. Odessa sarà rappresentata dal sindaco della città Gennady Trukhanov, in collegamento video, e dall’ambasciatore ucraino in Italia Yaroslav Mclnyk.

Alle 09.30 è prevista la cerimonia del Gemellaggio con lo scambio dell’anello ai Giardini Reali e alle 10 la partenza del corteo acqueo, come sempre a seguito della “Serenissima” che assume le veci del Bucintoro, capitanata dal Consigliere Delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto che prenderà come sempre posto al timone, dove oltre ai 18 vogatori dell’equipaggio, quest’anno della remiera di Portosecco, saliranno le Autorità civili Militari e religiose.

Alle ore 10.30, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il Patriarca Francesco Moraglia e l’Ammiraglio Andrea Romani rinnoveranno il rito dello sposalizio del mare con il lancio di una corona d’alloro per tutti i Caduti del mare e dell’anello dogale da parte del Sindaco.

A seguire, alle 11.15, sarà celebrata la messa dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia nella chiesa di San Nicolò al Lido di Venezia.

“La Festa de la Sensa  segna la continuità con la nostra storia e quest’anno, dopo l’emergenza Covid che ci ha visto costretti a modificare le sue celebrazioni, ritorna ad essere in presenza come evento di aggregazione popolare – spiega il consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni del Comune di Venezia, Giovanni Giusto –  Lo sposalizio con il mare, ieri come oggi, è una tradizione che Venezia continua a riproporre riportando anche alle nuove generazioni il legame con il passato della nostra città”.

 

LA STORIA

La Festa della Sensa (festa dell’Ascensione) si celebra in occasione del giorno dell’Ascensione di Cristo (in veneziano Sensa) e commemora due eventi importanti per la Repubblica: il primo, quando il 9 maggio dell’anno 1000 il doge Pietro II Orseolo soccorse le popolazioni della Dalmazia minacciate dagli Slavi; il secondo, quando nell’anno 1177, sotto il doge Sebastiano Ziani, Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa stipularono a Venezia il trattato di pace che pose fine alla diatriba secolare tra Papato e Impero. All’inizio, il rito era celebrativo, religioso e scaramantico insieme, solo per propiziarsi la tranquillità del mare, e contemplava una cerimonia semplice, con la visita del Doge al mare e la benedizione delle acque dell’Adriatico. Su questo rito preesistente si è innestato poi lo sposalizio del mare e da allora Venezia celebra il suo dominio sul mare gettando tra le acque un anello d’oro in un matrimonio mistico che si rinnova ogni anno alle parole “Desponsamus te mare. In signum veri perpetuique dominii”.

Per l’occasione il Doge indossava il manto d’oro con il bavero di ermellino, la sottana azzurra, le calze rosse, il corno e i calzari d’oro. Con una cerimonia – che vedeva uno stuolo di rematori, di accompagnatori, di musici e di barche al seguito – dava vita all’annuale sposalizio con il mare, la maggiore celebrazione della Repubblica, un rito che ancora oggi Venezia rinnova con lo stesso spirito e con lo stesso senso di appartenenza di allora.

La cerimonia, in base alle ricostruzioni storiche, iniziava con una messa nel monastero di Sant’Elena, dopodiché il vescovo di Castello saliva sullo sfarzoso Bucintoro con un recipiente ripieno di acqua benedetta, un vaso con del sale e un ramo di ulivo che fungeva da aspersorio. L’acqua benedetta veniva versata in mare e solo allora il Serenissimo Doge lanciava l’anello tra le onde. Il vescovo e il doge sbarcavano al Lido e lì si formava una processione religiosa che si dirigeva verso la chiesa di San Nicolò.

La Sensa oggi viene riportata in città dal Comitato Festa della Sensa che celebra l’evento, con un corteo acqueo che da più di 25 anni viene organizzato dal Coordinamento delle Associazioni Remiere di Voga alla Veneta, che parte da San Marco e arriva al Lido, formato da imbarcazioni tradizionali a remi, con in testa la “Serenissima”, l’imbarcazione su cui prendono posto il sindaco e le altre autorità cittadine e da cui avviene il suggestivo lancio di un simbolico anello.

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